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L'epistemologia costruttivistaLa psicoterapia cognitiva che è oggetto di formazione della Scuola del CESIPc ha un indirizzo teorico costruttivista. Il costruttivismo psicologico, che si va sempre più diffondendo nell’ambito delle scienze cognitive in generale e della psicologia e della psicoterapia in particolare, condivide un assunto metateorico in cui viene abbandonata la credenza in una realtà indipendente dall’osservatore. La conoscenza personale, anziché consistere nella rappresentazione di una realtà data, si configura come vera e propria costruzione o specificazione da parte dell’osservatore, al tempo stesso permessa e vincolata dalla sua struttura. Già presente nell’opera di Jean Piaget e nella teoria dei costrutti personali di George A. Kelly, tale concezione del rapporto conoscenza/realtà è stato più recentemente formalizzato da Ernst von Glasersfeld, e trova più specifiche elaborazioni nella cibernetica di secondo ordine di Heinz von Foerster, nella teoria dell’autopoiesi di Humberto Maturana e Francisco Varela, nel movimento del costruzionismo sociale avviato da Kenneth Gergen, nella psicologia culturale di Jerome Bruner, nell’approccio discorsivo di Rom Harré, tanto per citare gli indirizzi e i nomi più noti anche in Italia. Le diverse articolazioni dell’assunto metateorico costruttivista ad esempio la distinzione di von Glasersfeld fra un costruttivismo triviale e un costruttivismo radicale, o quella di Chiari e Nuzzo tra un costruttivismo epistemologico e un costruttivismo ermeneutico risultano in una fertile differenziazione anche nella elaborazione a livello dell’applicazione psicoterapeutica. Di questa elaborazione sono espressione i due indirizzi presenti nella Scuola del CESIPc. L’indirizzo cognitivo-costruttivista, prevalente nei corsi diretti da Lorenzo Cionini, si fonda su una elaborazione in chiave costruttivista radicale della teoria dell’attaccamento di John Bowlby e del modello dinamico-maturazionale dei pattern di attaccamento nell’adulto, che si integra con i più recenti sviluppi della ricerca di base relativi ai processi espliciti (consapevoli) e impliciti (inconsci) di attribuzione di significato. Si caratterizza inoltre per un uso flessibile del setting in funzione dell’utilizzazione di procedure immaginative finalizzate ad una maggior presa di contatto del paziente con le proprie emozioni. Il processo formativo parte dalla pratica per arrivare all’acquisizione del modello e delle tecniche d’intervento da parte degli allievi. L’indirizzo costruttivista-ermeneutico, prevalente nei corsi diretti da Gabriele Chiari, consiste in una elaborazione della teoria dei costrutti personali di Kelly che ne fa emergere la relazione con la tradizione ermeneutico-fenomenologica e l’ontologia dell’osservatore di Maturana, e ne persegue le implicazioni sul piano del processo e della relazione psicoterapeutica. Ne consegue un approccio che sottolinea la modalità conversazionale e narrativa del sé e della conoscenza personale. Il processo formativo parte dall’analisi delle epistemologie personali degli allievi per arrivare all’acquisizione di uno stile terapeutico coerente con i presupposti teorici. |
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